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Gordon and Go Logo

Gordon and Go Programming language Logo

Ieri, 10 novembre, Google ha anunciato un nuovo linguaggio di programmazione, Go. Non sono riuscito a trovare il link ufficiale e da quanto leggo qua e là mi pare che non sia un progetto ufficiale ma solo di alcuni sviluppatori (Robert Griesemer, Ken Thompson, e Rob Pike) che utilizzano il loro tempo libero, circa il 20% delle loro ore lavorative, per sviluppare altri progetti. Lo sviluppo di Go inizia verso la fine del 2007 ma solo verso la meta del 2008 la sua implementazione iniza a funzionare ed e proprio in quel periodo che Ian Lance Taylor e Russ Cox entrano nel progetto. Anche se non maturo al punto giusto qualche giorno fà il rilascio ufficiale. Il linguaggio si presenta come un C object-oriented molto ottimizzato. Presenta caratteristiche tipiche dei linguaggi dinamici, ma mantiene, quasi immutate, caratteristiche del C. Tutti ci saremmo aspettati un nuovo linguaggio riscritto quasi totalmente e comunque innovativo rispetto a quello che si trova sulla piazza invece l’innovazione forse sta nel tornare indietro, almeno sarà questo che avranno pensato a casa Google. Le caratteristiche principali del linguaggio, come vengono presentate sul sito sono:

  • semplice – presenta una sintassi semplice paragonabile a quella di un C misto a Python
  • veloce – ovviamente essendo un linguaggio compilato avrà delle performance migliori (pragonabile a quelli scritti in C dicono)
  • sicuro – è un linguaggio a tipizzazione statica e un particolare modello di memoria. Ha i puntatori, ma non quelli del C
  • concorrenza – implementata a livello nativo e grazie all’utilizzo delle “goroutine”, semplici funzioni eseguite concorrentemente, possiamo scrivere programmi che sfruttano il parallelismo in tutta tranquillità
  • divertente -  implementa meccanismi di garbage colection, che più che divertente mi sembra necessario per un linguaggio moderno, sintassi pulita, dicono loro, metodi per tutti i tipi e velocita nel deployment di applicazioni.

La ma scotte di Go è quella che vedete in immagine, si chiama Gordon ed è un esemplare di gopher che non so che animale sia e penso nemmeno wordreference.com (http://www.wordreference.com/enit/gopher) sappia esattamente di cosa si tratti.

Al momento Go supporta solo 2 piattafome GNU/Linux e Mac OS e 3 set di istruzioni: amd64, 386 e arm anche se ques’ultima non supportata, non ancora almeno come dicono, su Mac OS. Ha un compilatore nativo specifico per ogni set di istruzioni chiamti 5g, 6g, 8g rispettivamente per arm, amd6a e 386 e prendono il nome dal sistema Plan 9 dei Bell Lab di cui Pike e Thompson erano sviluppatori negli anni ‘80. Mi sorge il dubbio che questa mascotte sia cugina di quella di Plan 9, sembrano essere lo stesso animale amorfo anche se dicono essere un coniglio che si chiama Glenda. Ovviamente esiste anche una versione di GCC apposita per compilare i programmi scritti in Go ed i binari prodotti sembrano essere nativi quindi nulla di pseudo compilato o interpretato da qualche LLVM (Low Level Virtual Machine). Le aspettative per questo linguaggio sembrano essere molte ma qello principale sembra essere quello di scalzare al C++ dal dominio della programmazione concorrente. Il web server che ospita il sito è scritto in Go e solo quello dicono visto che ancora non è pronto per andare in produzione. Bhe che dire io l’ho gia provato e presto postero qualche test ed impressione in merito. ovviamente se ho scritto qualcosa di sbagliato e qualcuno dovesse sentirsi in dovere di smentire me lo faccia sapere, commenti e email sono lì per questo. Per finire in bellezza guardatevi il promo:

– Fine –
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PlanetArduino.org

PlanetArduino.org

Questo brevissimo post per informare, se esistono*, tutti gli assidui lettori di questo blog che mi è venuta l’idea di fare anche questa. Si ho creato un piccolo portale che mira a creare ed identificare una comunità veramente grande e attiva che si diverte e smanetta con il nostro caro Arduino e simili. Quindi se avete un blog o un sito che parlano di Arduino, ma anche un po di altro, e siete interessati ad entrare nella comunità allora utilizzate la procedura per la sottomissione delle candidature. Ovviamente non ci sono parametri al momento per questo una volta controllato il link verrete inseriti nel Planet. Se intanto non avete un blog potete seguire gli aggiornamenti RSS o seguirci su Identi.ca e Twitter. Se poi avete suggerimenti, consigli o volete collaborare in qualche modo basta farmelo sapere, se siete qui avete gia tutti gli strumenti necessari. A guarda quasi dimenticavo di darvi l’indirizzo www.planetarduino.org.

– Fine –
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Sto per realizzare qualcosa con Arduino ed il Wiimote, quindi inizio a postare un po di documentazione che potrebbe servirmi e potrebbe servire anche a voi. Di seguito lo schema del connettore a 6 pin del vostro/mio Wiimote visto di fronte:


Wiimote connector

Wiimote connector

  • 1 (filo rosso) – +3V
  • 2 (filo giallo) – Clk
  • 3 (filo rosso) – controller connesso?
  • 4 (non connesso) – Non usato
  • 5 (filo verde) – Data
  • 6 (filo bianco) – GND

– Fine –
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Happy coding

Happy coding

Se sapete usare Subversion di sicuro non vi serve questo post, ma se non avete ben capito come fare a postare il vostro codice sul vostro repository di Google Code allora forse questo potrà aiutarvi. Ovviamente non è una guida passo passo, se cercate qualcosa di completo la vostra ricerca continua, ma se volete caricare il vostro codice allora è arrivato il momento di iniziare. Per prima cosa registrate il vostro progetto su Google, una volta completata la fase di registrazione andate nella tab Source del vostro progetto autenticatevi e quindi copiate il link per i membri autenticati, qualcosa di simile a questo:

# Project members authenticate over HTTPS to allow committing changes.
$ svn checkout https://your-progect-name.googlecode.com/svn/trunk/ your-progect-name --username youraddress@gmail.com

Ovviamente suppongo che voi abbiate già installato Subversion per la vostra piattaforma, se non l’avete fatto questo è il momento di farlo e ovviamente googlate per trovare qualcosa di adatto alle vostre esigenze. Fatto questo aprite il vostro terminale, console, o qualsiasi forma di riga di comando che avete ed incollateci il link che avete copiato, quello sopra per intenderci. Verrà creata nel vostro computer una cartella con il nome del progetto entrateci dentro ed iniziate ad inserire tutti i vostri file e le vostre cartelle. appena fatto digitate nel vostro terminale un

$ svn status
? file1.c
? file2.py
? cartella1

In questo modo sappiamo quali file sono stati aggiunti e cioè tutti quelli con il punto interrogativo che li precede, ora non ci resta che aggiungere questi file al nostro progetto eseguendo

$ svn add file1.c
$ svn add file2.py
$ svn add cartella1

e continuando per ogni file e/o cartella aggiunta nella cartella principale del nostro progetto. A questo punto abbiamo il nostro progetto in locale, ovviamente possiamo editare i file, aggiungerli ma per toglierli? Possiamo usare un semplice

$ svn delete file3.m

se poi volete potete digitare un svn help per una lista dei comandi, sono semplici da capire e la documentazione di Subversion vi darà consiglio. Ora che abbiamo finito di editare il nostro progeto è arrivata l’ora di aggiornare il nostro progetto anche sul server quindi digitando semplicemente

$ svn commit -m "Messaggio sulle vostre modifiche (aggiunte, cancellazzioni, ecc.)"

A questo punto ci verrà chiesto il nostro nome utente, la parte iniziale del vostro indirizzo Gmail, e una password, che non è quella del vostro account, ma è una password che trovate nelle impostazioni dell’hosting, inseritela e tutto verrà caricato online. Per verificare che tutto sia andato a buon fine potete andare sulle pagine del progetto e controllare che l’upload sia andato a buon fine. Da ora in poi vi basta modificare i vostri file come volete basta che alla fine facciate un commit e anche il vostro progetto online sarà aggiornato. Spero di essere stato chiaro e come al solito vi invito a commentare se avete bisogno.
Happy Coding!!!

– Fine –
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accgraphsimMentre cercavo come utilizzare l’accellerometro del mio MacBook mi sono imbattuto in questo articolo che spiega come simulare l’accelerometro sul nostro IPhone Simulator visto che non c’è di default, senza l’ausilio di un vero IPhone. Come spiega Karan Vasudeva, autore dell’articolo, bisogna scaricare UniMotion che legge l’SMS (Sudden Motion Sensor) del Mac e che ritorna i valori in vari formati. Poi bisogna scaricare un’altro software, scritto da Otto Chrons, e che trovate qui. Quest’ultimo software e diviso in due parti, uno va installato sul simulatore e l’altro va incluso nei vostri programmi sotto forma di libreria semplicemente inserendo un

#import "AccelerometerSimulation.h"

a questo punto, sempre Karan, usa il suo script python che lega i 2 software e passa il risultato di UniMotion all’IPhone Simulator attraverso il codice di Otto. Ma come funziona e cosa centro io? Allora ricapitoliamo: il software di Otto, ACCSim, è diviso in 2 parti, un server e un client, il server sta in ascolto sulla porta 10552 in attesa di una stringa tipo:

ACC: , timestamp, x, y, z

il client invece e costituito in questo caso dallo script di Karan che raccoglie dalla periferica questa stringa e passata al server. A questo punto entro in gioco io, che grazie alla libreria python trovata, PyAppleSMS e di cui parlo nel post precedente, ho modificato lo script di Karan per utilizzare questo modulo in modo da rendere il tutto piu leggero e facile e con l’utilizzo di un unico script.
Per testare il tutto quindi scaricate il software di Otto, copiate ed incollate questo script python nel vostro editor preferito:

import sys, socket, time, traceback
import applesms

kCFAbsoluteTimeIntervalSince1970 = 978307200.0 # from CFDate.c

sock = socket.socket(socket.AF_INET, socket.SOCK_DGRAM)
sock.bind(('',0))
sock.setsockopt(socket.SOL_SOCKET, socket.SO_BROADCAST, 1)

while 1:
try:
x, y, z = map(lambda x: -1 * x, applesms.coords())
# change epoch to be compatible with CFAbsoluteTimeGetCurrent()
currentTime = time.time() - kCFAbsoluteTimeIntervalSince1970

accdata = ','.join(map(str,('ACC: 0',currentTime,x,y,z)))

sock.sendto(accdata, ('', 10552))
# print '% .2f % .2f % .2f' % (x, y, z)
except (ValueError, KeyboardInterrupt):
sock.close()
sys.exit(-1)
except applesms.error, e:
print 'An error occurred in PyAppleSMS module: %s' % str(e)
sys.exit(-1)
except:
traceback.print_exc()

che altro non è che lo script di Karan che però utilizza la libreria PyAppleSMS. Avviando AccelerometerGraph, un programma di esempio che trovate nella Knowledge Base di ADC e che vedete nell’immagine sopra, e lo script che trovate sopra vi accorgerete che funziona, non so quanta attendibilità può esserci nel formato fornito, ma so che funziona e legge i dati. Vi rimando alle pagine linkate quà e là per il post per le rispettve informazioni.
Spero di essere stato chiaro, se pero cosi non fosse sentitevi liberi di chiedere delucidazioni in merito, i commenti esistono per questo!!

EDIT: Funziona anche con le nuove versioni dell’IPhone SDK 3.0

– Fine –
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untitled imageUna delle cose che mi piacciono di più del mio nuovo MacBook è proprio l’accelerometro (Sudden Motion Sensor) montato ormai su quasi tutti i modelli Mac e che servono a far bloccare le testine dell’hard disk in caso di caduta del portatile. Quello che ho cercato è come usare questo accessorio per qualche altro utilizzo. Cercando un po su Google sono arrivato su questa pagina, in italiano, dove questo ragazzo ha creato un modulo scritto in C per interrogare l’SMS con Python. Vi basta scaricare il modulo, PyAppleSMS, decomprimerlo e installarlo con un semplice

python setup.py install

una volta installato potete leggere i valori dell’SMS semplicemente importando il modulo e chiamare il metodo per leggere le coordinate. Un esempio lo trovate nell’archivio del modulo altrimenti bastano queste due righe di codice:

import applesms
(x, y, z) = applesms.coords()

Ora sta a voi farci qualcosa di utile, potete usarlo nelle vostre applicazioni o nei vostri giochi.
Buon lavoro a tutti!!!

– Fine –
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Finalmente qualche giorno fa sono riuscito ad installare Linux sul mio palmare. Avevo iniziato qualche tempo fà ma poi non ricordo perche ho abbandonato, ma l’altro giorno riprovandoci, in pochi minuti, ci sono riuscito. Installato il sistema ho scelto come windows manager GPE che risulta essere molto leggero e stabile, requisiti fondamentali visto che l’ho installato su un Ipaq 3630. Subito è sorto il problema di come farlo connettere ad Internet visto che non ha ne bluetoooth ne wireless. Documentandomi ho visto che era anche possibile farlo usando una connessione USB ma la mia basetta (cradle) era seriale, sembravo essere perseguitasto dai problemi ma eBay è venuto in mio aiuto e alla modica cifra di 3 euro + 12 di spedizione (ladri) me ne sono procurato uno. Dato che non esiste nessuna guida in italiano ho deciso di postare qui la procedura sia per me che per gli altri. Vabbè iniziamo:

Nota: Queste istruzioni sono state testate su una Ubuntu 7.04 e Familiar 0.8.3

Queste operazioni vanno eseguite sulla macchina principale (pc, laptop)

  • Far caricare automaticamente all’avvio (o caricare manualmente) il modulo usbnet eseguendo questi comandi come root (sudo -i):
  • echo "usbnet" > /etc/modutils/usbnet
    update-modules
  • Aggiungere queste righe al file /etc/network/interfaces
    mapping hotplug
         script grep
         map usb0
         iface usb0
         inet static
         address 192.168.2.200
         netmask 255.255.255.0
         broadcast 192.168.2.255
         pre-up /etc/network/ipaq
  • Nota: attenzione agli indirizzi ip, se usate la stessa classe di indirizzi per la vostra connessione sentitevi liberi di cambiarli a vostro piacimento.
  • Creare lo script /etc/network/ipaq
     #!/bin/sh
     sleep 5
     exit 0
  • Assicurarsi che /etc/network/ipaq sia eseguibile altrimenti :
    sudo chmod a+x /etc/network/ipaq
  • Ora sul palmare settare /etc/network/interfaces

    iface usbf inet static
    address 192.168.2.202
    netmask 255.255.255.0
    network 192.168.2.0
    gateway 192.168.2.200
  • Inserire il palmare nella basetta (cradle) o collegare il cavo e avviare questo comando sul pc principale (pc, laptop), noterete che il palmare appena connesso si bloccherà, non preoccupatevi è normale e si sblocchera dopo l’esecuzione di questo comando:
    sudo ifup usb0
  • Ora aggingete questo sulla macchina principale al file /etc/hosts:
           192.168.2.202 ipaq
  • Provate a pingare il vostro palmare:
           ping ipaq
  • Se questo non dovesse funzionare (a me ha funzionato alla prima ma qualcuno non potrebbe essere cosi fortunato) provate a dare modprobe usb-eth sul Palmare oppure eseguire ifup usbf sempre sul palmare.
  • Ora utilizziamo Firestarter per abilitare il NAT (Internet Connection Sharing) per le connessioni locali (Local network) tramite “usb0″:
    1. Apri Firestarter.
    2. Clicca “Edit -> Preferences
    3. Clicca “Network Settings
    4. Sotto “Local network connected device“:
      1. Poi “Detected device(s):” seleziona “Unknown device (usb0)
      2. Spunta “Enable Internet connection sharing“.
    5. Clicca “Accept“.
  • Copia /etc/resolv.conf nel tuo palmare:
    sudo scp /etc/resolv.conf  ipaq:/etc
  • Prova a pingare www.google.it dal tuo iPAQ:
    ping google.it
  • —- Fine —-

    USB Flashlight – video powered by Metacafe

    Originale non vi sembra? Se riesco a trovare un cavo usb che non uso me la faccio, magari con un paio di led al posto della lampadina ;-)

    Non lo fa inserire nelle pagine quindi vi tocca solo il link….

    Ammirate l’ultimo gioiellino di casa Apple, ne voglio uno anche io, c’è qualcuno disposto a regalarmelo? Costa solo 1699€!!!

     

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