intel-galileoE’ tanto che non scrivo sul blog ma ultimamente però sono riuscito ad organizzarmi e dare un po di spazio a quelle che sono le mie passioni. Qualche giorno fa ho ordinato da Mouser un po di schede tra cui una Intel Galileo, cosa è una Galileo? E’ vero che la lista dei modelli Arduino cresce “giornalmente” e che non riuscite a stargli dietro ma la Galileo è una delle migliori mai sfornate a mio parere. Con un processore Quark SoC X1000 – a 32-bit, x86 system-on-a-chip che gira a più di 400MHz con 512 kB di SRAM.

L’hanno presentata alla Maker Faire di Roma qualche mese fà dove ovviamente ero presente e dove puntualmente non ne ho vinto una, quindi l’ho comprata ;). Intel ha sviluppato questa board in collaborazione con Arduino, proprio per fornire un ambiente di sviluppo intuitivo e potente permettendo agli appassionati di sfruttare non solo la conoscenza acquisita in tutti questi anni, ma anche il popolare ambiente di sviluppo di Arduino, gli innumerevoli tutorial presenti sul web, le librerie e la possibilità di usare tutti, o quasi, gli shield sviluppati per Arduino.

Intel Galileo Front Side

Intel Galileo Front Side

Intel Galileo Back Side

Intel Galileo Back Side

L’altro aspetto positivo è che oltre ad Arduino, sulla Galileo, abbiamo a disposizione anche GNU/Linux a cui possiamo accedere dagli sketch, direttamente attraverso una seriale o la rete, usando quindi Python, SSH, Node.js, OpenCV e tutto quello che vi viene in mente.

A differenza dell’Arduino DUE sulla Galileo è presente un jumper per scegliere la tensione operativa della board, in modo da poter supportare, a scelta, entrambi gli standard a 3,3V o a 5V. Di seguito uno schema a blocchi:

IntelGalileoLogicSchematics

Intel in questa board mette tutta la potenza e l’efficienza delle sue CPU anche se il primo utilizzo e i passaggi da compiere non sono così semplici, per questo ho deciso di scrivere questa guida, che dite iniziamo?

Il primo passo è quello di scartare, aprire, osservare cosa c’è nella scatola e immaginare cosa potreste farci, ma per quello non penso vi serva una guida, mentre lo fate però iniziate a scaricare quello che vi serve. Sul sito di Intel trovate tutto il necessario, la prima cosa di cui abbiamo bisogno è l’IDE che sfortunatamente non è quello standard che usate di solito per i vostri esperimenti con Arduino , ma una versione specifica per la Galileo visto che l’architettura è differente e molte cose la separano dalle altre board. Tutto il software pesa meno di 100 MB ed è disponibile per GNU/Linux (32 o 64-bit), Mac OS X e Windows. Per installarlo dovete decomprimere il file appena scaricato e per:

  • GNU/Linux – dovreste eliminare modemmanager se lo avete installato e decomprimere il file nella vostra /home
  • MacOSX – copiare l’applicazione nella cartella dei programmi e rinominarla, senza spazi nel nome,  se volete farla coesistere con qualche altra versione di Arduino già installata sulla macchina
  • Windows – salvate tutto in C:\ o dove preferite, ma evitate percorsi lunghi e cartelle con spazi

Il passaggio successivo è quello di installare i driver, non ho provato quello per Windows, ma per gli altri sistemi sono semplici, sia Mac OS X che GNU/Linux.

ATTENZIONE!!! Prima di connettere qualsiasi cavo USB alla Galileo assicuratevi di averla connessa al suo alimentatore da 5V e non fatevi ingannare dalla forma non infilate alimentatori che eroghino tensioni diverse, 6-9-12 V, sennò rischiate di bruciare tutto.

  • GNU/Linux – dopo aver alimentato, aspettato e connesso il cavo USB aprite un terminale e digitate ls /dev/ttyACM dovrebbe apparirvi una porta, segnatevela vi servirà dopo.
  • Mac OS X – Connettete l’alimentatore aspettate che la scheda sia partita e poi inserite il cavo USB nella porta marcata come USB Client, la scheda dovrebbe essere riconosciuta, per sincerarvene guardate  nelle info di sistema sotto USB, troverete qualcosa tipo “Gadget Serial v2.x”, fatto!
  • Windows – come per le altre connettete dopo aver alimentato la scheda, connettete il cavo USB ma con grande sorpresa tenterà di installare i driver fallendo miseramente, quindi dovrete andare in Pannello di Controllo > Sistema > Gestione Hardware e sotto Altre Periferiche dovreste trovare “Gadget Serial v2.x”, cliccate con il tasto destro e poi Aggiorna Driver, nella schermata successiva cliccate su sfoglia fino alla cartella dove avete decompresso l’IDE, poi  hardware\arduino\x86\tools, e poi avanti, avanti e cosa vi chiede di solito quando installate un programa. Appuntatevi la porta COM che viene assegnata alla scheda.

info-galileo-mac

Ora che i driver sono installati, la prima cosa che proveremo a fare è aggiornare il firmware per mettere su il software più aggiornato possibile e verificare che tutto funzioni correttamente.

Riavviamo la bord quindi stacchiamo il cavo USB, poi l’alimentatore ed in fine la scheda SD, se ne avete messo dentro una a questo punto rimettiamo l’alimentatore e poi il cavo USB, apriamo l’IDE e poi come facciamo di solito per le altre board Arduino scegliamo la porta seriale a cui connetterci che ci eravamo appuntati prima in fase di installazione, e il tipo di scheda, ma qui la scelta è limitata visto che abbiamo solo poche opzioni.

arduino-galileo-board

Infine andiamo su Aiuto > Aggiorna Firmware, confermiamo e l’aggiornamento partirà. Mentre aspettate potete aprire i vostri cassettini e iniziare a tirare fuori breadboard, componenti e qualche filo.

intel-galileo-upgrade

Una volta finito apparirà un messaggio per dirci che l’aggiornamento è andato a buon fine.

intel-galileo-upgrade-finish

Ora possiamo finalmente partire con la parte piu divertente, testarla su strada con l’hello world delle schede il blink. Come per le altre board Arduino anche sulla Galileo il pin 13 è collegato ad un led quindi nell’IDE andate in File > Esempi > 01.Basics > Blink e apritelo poi fate l’Upload.

arduino-galileo-blink

Il led dovrebbe iniziare a lampeggiare ora potete attaccarci quello che vi pare, come se fosse una normale scheda arduino e se avete già qualche sketch pronto apritelo e caricatelo senza farvi grossi problemi. Sempre sul sito di Intel trovate qualche sketch specifico potete scaricarlo e usarlo.

intel-galileo-blink

Qui mi fermo visto che ancora non ho finito di provare tutto quello che volevo, ma il passaggio successivo sarà quello di arrivare al cuore della scheda e usare in maniera più ampia il sistema che sta sotto. Datemi qualche giorno, il tempo di saldarmi un adattatore seriale, e condividerò  i miei progressi. Se avete domande, suggerimenti o riscontrate qualche errore vi invito ad usare i commenti qui sotto o twitter per farmelo sapere.

Giasone

Social NetweorkLa rivoluzione dei social media è ormai in atto, vi riporto qui un po di dati per farvi capire quanto ormai facciano parte della nostra vita e quanto la influenzano. Non traduco tanto sono molto semplici da capire. La fonte non la ricordo, visto che li ho copiati in una nota durante la navigazione quindi se lo sapete fatemelo sapere non esiterò a metter un link.

1. Over 50% of the world’s population is under 30-years-old
2. 96% of them have joined a social network
3. Facebook tops Google for weekly traffic in the U.S.
4. Social Media has overtaken porn as the #1 activity on the Web
5. 1 out of 8 couples married in the U.S. last year met via social media
6. Years to Reach 50 millions Users: Radio (38 Years), TV (13 Years), Internet (4 Years), iPod (3 Years)…
7. Facebook added over 200 million users in less than a year
8. iPhone applications hit 1 billion in 9 months.
9. We don’t have a choice on whether we DO social media, the question is how well we DO it.”
10. If Facebook were a country it would be the world’s 3rd largest ahead of the United States and only behind China and India
11. Yet, QQ and Renren dominate China
12. 2009 US Department of Education study revealed that on average, online students out performed those receiving face-to-face instruction
13. 80% of companies use social media for recruitment; % of these using LinkedIn 95%
14. The fastest growing segment on Facebook is 55-65 year-old females
15. Ashton Kutcher and Ellen Degeneres (combined) have more Twitter followers than the populations of Ireland, Norway, or Panama. Note I have adjusted the language here after someone pointed out the way it is phrased in the video was difficult to determine if it was combined.
16. 50% of the mobile Internet traffic in the UK is for Facebook…people update anywhere, anytime…imagine what that means for bad customer experiences?
17. Generation Y and Z consider e-mail passé – some universities have stopped distributing e-mail accounts
18. Instead they are distributing: eReaders + iPads + Tablets
19. What happens in Vegas stays on YouTube, Flickr, Twitter, Facebook…
20. The #2 largest search engine in the world is YouTube
21. While you watch this 100+ hours of video will be uploaded to YouTube
22. Wikipedia has over 15 million articles…studies show it’s more accurate than Encyclopedia Britannica…78% of these articles are non-English
23. There are over 200,000,000 Blogs
24. Because of the speed in which social media enables communication, word of mouth now becomes world of mouth
25. If you were paid a $1 for every time an article was posted on Wikipedia you would earn $1,712.32 per hour
26. 25% of search results for the World’s Top 20 largest brands are links to user-generated content
27. 34% of bloggers post opinions about products & brands
28. Do you like what they are saying about your brand? You better.
29. People care more about how their social graph ranks products and services than how Google ranks them
30. 78% of consumers trust peer recommendations
31. Only 14% trust advertisements
32. Only 18% of traditional TV campaigns generate a positive ROI
33. 90% of people that can TiVo ads do
34. Kindle eBooks Outsold Paper Books on Christmas
35. 24 of the 25 largest newspapers are experiencing record declines in circulation
36. 60 millions status updates happen on Facebook daily
37. We no longer search for the news, the news finds us.
38. We will non longer search for products and services, they will find us via social media
39. Social Media isn’t a fad, it’s a fundamental shift in the way we communicate
40. Successful companies in social media act more like Dale Carnegie and less like Mad Men Listening first, selling second
41. The ROI of social media is that your business will still exist in 5 years
42. Bonus: comScore indicates that Russia has the most engage social media audience with visitors spending 6.6 hours and viewing 1,307 pages per visitor per month – Vkontakte.ru is the #1 social network

dude-wtfIl titolo è un po’ provocatorio lo so, ma mi sembrava il più appropriato per l’argomento in questione e lo capirete se vi sorbirete sta solfa buttata giù alle 4 e mezza di notte. Da un po mi di tempo mi sono appassionato all’argomento allora da buon studente, quale sono, mi sono messo a cercare in rete per cercare di saperne di piu. Ho letto articoli, ho creato una cartella nel mio feed reader tutta dedicata al marketing, seguo i marketer piu famosi, tipo il mitico Seth Godin, leggo quello che scrivono e tanto altro. Non contento ho inziato a comperare un po di letteratura cartacea e dato che mi piace spesso fare le cose in grande ho riempito quasi uno scaffale di libri che leggo e consulto spesso. Ho capito cosa è il marketing, a cosa serve come usarlo e come trarne profitto, come strutturare una campagna, quali sono gli strumenti giusti e tanto altro. La mia sete di conoscenza pero non si è fermata a quello tradizionale pero e quindi ho iniziato a leggere su social media marketing, sul guerrilla marketing poi il buzz marketing, il viral marketing e chi più ne ha più ne metta. Mi sento proprio un ninja ora, ebbene si, so quando usare questo o quello e quando dire o non dire qualcosa, ma alla fine mi sforzo di capire perche tutta questa scissione, tutta questa segmentazione se lo scopo è uno solo, incrementari i “guadagni“. Mi chiedo se tutto questo lo applichero mai realmente e se tutto questo ha senso in un mondo dove tutto si distrugge tanto velocemente quanto lo si crea, una socetà, quella di internet e dei media, in continua evoluzione e sempre pronta a reagire e a muoversi nella direzione dell’utente. Allora mi sono detto perchè non creare un mio marketing, giasone oriented diciamo, che calzasse le mie esigenze senza uscire troppo fuori dalle mie attività e che fosse piu tecnico-pratico piuttosto che generico viste le possibili applicazione di questa materia. Ho deciso di chiamarlo “WTF Marketing“, il perchè non lo so esattamente ma questa è l’esclamazione che mi e venuta facendo il punto su quanto avevo letto. Ora il mio obbiettivo è quello di buttare giu le regole del WTFM e come usarlo e come applicarlo alle vostre esigenze. Ci metterò un po visti i miei numerosi progetti attivi quindi diciamo che lo troverete sotto l’albero di natale, ma non mancheranno post in merito

Stay tuned!!!

– Fine –
Postato con Kblogo

Android ErrorSi lo so è un bel po che non scrivo sul blog, ma per tutta una serie di motivi diciamo che non ho trovato il tempo. Visto che oggi stavo rimettendo le mani su qualche vecchio progetto ho aperto Eclipse e mi sono messo a giocherellare un po con Android. Ovviamente non va tutto sempre cosi come vogliamo noi ed alla prima compilazione mi è apparso un errore tipo questo:

Error generating final archive: Debug certificate expired on 04/08/2010

e dopo vari tentativi e una ricerchina in Google, avete visto che figata il nuovo Google Instant?, ho trovato la soluzione al mio problema quindi me la scrivo qui casomai dovessi averne bisogno in futuro. Per risolvere il problema basta semplicemente eliminare il nostro certificato di debug che troviamo sotto ~/.android/debug.keystore (su Linux e Mac OS X) oppure in %USERHOME%/.androidon sotto Windows. Fatto questo provate a riavviare Eclipse che ne creerà uno nuovo alla prossima compilazione. Questo errore si presenterà una volta l’anno ma per risolvere la cosa per un numero n di anni possiamo creare manualmente il nostro certificato dandogli una durata maggiore di 365 giorni, per farlo ci posizioniamo nella cartella che conteneva il vecchio file e lanciamo da riga di comando:

keytool -genkey -keypass android -keystore debug.keystore -alias androiddebugkey -storepass android -validity 10000 -dname "CN=Android Debug,O=Android,C=US"

ecco ora il nostro certificato scadrà fra 10000 giorni, ottimo non vi pare? Nel caso in cui il vostro progetto continuasse a dare lo stesso errore date una ripulita ai file di progetto generati da Eclipse, andate in Project>Clean… selezionate il progetto e date OK, ci metterà un po in base a quanto è grande il vostro progetto e a quanto è lenta la vostra macchina. Una volta fatto provate a rilanciare la compilazione, e in teoria, non dovreste avere problemi. Se riscontrate ancora problemi fatemi sapere i commenti negli articoli esistono per questo. Io ho finito per il momento grazie per l’attenzione e a presto!!!

– Fine –
Postato con Kblogo

Questo brevissimo post solo per chiedervi, se siete interessati ovviamente, di iscrivervi a questa nuova comunity di sviluppatori e condividere i vostri progetti e partecipare a quelli altrui ovviamente. Se poi cliccate sul link sotto per registrarvi o condividete mi fate anche un favore, se vinco il contest faccio recapitare 3 libri a scelta da Amazon per ognuno di voi. ovviamente una volta registrati fatemelo sapere. Grazie

http://bettercodes.org/register/622f0dd2

Ho appena comprato un Acer One per mia sorella e prima di lasciargli su il solito W… e domani farmi richiamare per sapere come fare a togliere quella centinaia di virus, mi sono chiesto perchè non convertirla al mondo linux. E’ da tempo che mi dice che vuole farlo ma non c’è mai stata l’occasione. Ora googlando un po le opzioni erano tante ma mi sono fermato su MeeGo, il team di sviluppo di MeeGo ha annunciato la disponibilità della prima release stable da qualche giorno. Si tratta dell’unione di Moblin, di Intel, con Maemo, di Nokia, due noti sistemi operativi mobili open source basati entrambi sul kernel Linux. Dalla fusione di questi due progetti nasce MeeGo, una piattaforma indirizzata ad un’ampia varietà di dispositivi mobili ed embedded, inclusi smartphone, MID, tablet, netbook, televisori e sistemi di infotainment per auto.  MeeGo v1.0 si può scaricare in due versioni, una con browser Chrome ed una con Chromium; la differenza è che, nel primo caso, si deve accettare la EULA Google.
Quel che adesso viene chiamato MeeGo Netbook User Experience è il sistema operativo nato dalla collaborazione di questi due grandi sistemi, che hanno unito i loro progetti in un’unica soluzione. La prima release definitiva riprende e migliora alcune delle caratteristiche e gran parte dell’interfaccia grafica di Moblin Linux. E’ un sistema operativo nato per macchine costantemente connesse alla rete, un po’ come sarà il prossimo Google Chrome OS.
La prossima release, v1.1, è prevista per ottobre con supporto agli schermi touchscreen utile sugli smartphone e i tablet. Da sottolineare il fatto che non è stato ancora ufficializzato il porting su sistemi basati su processori ARM.
Rilasciate anche le API pubbliche che includono le librerie Qt 4.6 (tutte le novità sono qui) che non ho ancora provato, ma che sicuramente vedrò nei prossimi giorni. Le applicazioni che girano su MeeGo sono sviluppate per mezzo del ben noto application development framework Qt, software ereditato da Nokia nel 2008 in seguito all’acquisizione di Trolltech. Qt è uno dei più maturi toolkit di sviluppo open source, ed è stato scelto sia per la sua già grande diffusione – Nokia parla di oltre 5000 utenti aziendali – sia per il supporto multipiattaforma, che consente agli sviluppatori di far girare lo stesso codice su più architetture e OS, inclusi Symbian e Win… Mobile.
Allora da dove iniziamo, l’interfaccia è veramente semplice e il sistema nel complesso è velocissimo, sono pero ancora poco convinto su questa interfaccia organizzata per tab disposte nella parte superiore dello schermo. Queste tab sono: Myzone, Zones, Applications, Status, People, Internet, Media, Devices, Bluetooth, Network, e Time e possono essere gestite nelle impostazioni inserendone altre due disabilitate di default.

MyZone

Myzone è la tab che rappresenta più o meno la home page di MeeGo. Mosta in maniera molto ordinata e graficamente gradevole gli appuntamenti, le cose da fare, i messaggi, gli ultimi aggiornamenti e le applicazioni lanciate. Nessuna delle altre piattaforme che ho visto sino ad ora hanno una cosa simile fatta così bene anche se poi alla fine non utilizzate tutte queste cose la schermata non e così bella come dovrebbe essere.

Zones

All’inizio sono rimasto un po confuso da questo nome e sinceramente ci ho messo un po per capire che diavolo fossero ste zone ma dopo ho capito che non è altro che una task bar, system tray o come la volete chiamare che mostra le applicazioni avviate. Se non ci sono applicazioni avviate allora si vedrà solo la descrizione dell’area altrimenti si vedranno delle anteprime come nella figura qui sotto.

Applications

Questa tab si spiega da sola, ma se proprio voletefare finta di non capire sappiate che qui trovate le applicazioni installate sulla machina. Ci sono 2 sezioni sotto questa tab una per le applicazioni preferite (Favorite) ed una per le vostre applicazioni (Your applications). Le applicazioni preferite sono quelle che voi avete spuntato nella parte delle vostre applicazioni cliccando sull’iconcina che trovate su ogni icona. Meego eredita questo comportamento da KDE Plasma Netbook e dal KDE Kickstart Menu. Solo che qui funziona meglio.

Status

Questa tab ti permette di configurare i vostri account per Twitter e Last.fm. Se usate Twitter potete postare e leggere gli aggiornamenti da questa schermata come nella tab MyZone. Per Last.fm invece potete vedere che musica stanno ascoltando i vostri contatti. Impostare gli account è semplicissimo non capisco perché la scelta di questi soli 2 social network. Probailmente questo è quello che avevano pronto ma c’e da spettarsi in una prossima release che il numero dei social network supportati aumenti.

People

In questa tab vengono mostrati tutti i vostri contatti per gli account di Google Talk, Jabber, MSN, Yahoo!, AIM, ICQ e altri sempre se li avete impostati. Empathy, questo il nome dell’IM utilizzato è un software molto stabile ed in continuo sviluppo, ricco di tool e plugin che scoprirete via via che lo utilizzate. Se avete avuto altre esperienze con qualche altra distro  desktop probabilmente ne conoscerete già le peculiarità.

Internet

Questa è la tab dedicata ad internet, come avrete dedotto dal nome, in poche parole qui trovate tutte le ultime pagine che avete visitato, i vostri preferiti o le pagine aperte nel nostro browser ordinate cronoligicamente e rappresentate da piccole anteprime che potete cliccare per riaprire. Trovate inoltre un campo per la ricerca in Google che aprira i risultati nel vostro browser.

Media

Non si riferisce a chiavine USB, dischi o smart media cards reader, ma semplicemente al multimedia. Utilizza Banshee come player, e che conoscerete se avete avuto a che fare con qualche altra distro, comunque molto simile ad Amarok per intenderci. Nulla da dire su Banshee se non che è scritto in Mono, che personalmente non amo, e che non posso farci girare i miei script per Amarok in python. per capire ome funziona vi basta cliccare un po qua e la ma se proprio volete iniziare immediatamente allora sappiate che funziona come tutti gli altri player cercate la fonte e cliccate su play, iniziera a suonare ;-)

Devices

Qui trovate le informazioni di servizio del vostro netbook, che di solito siete abituati a vedere nella task-bar, sul livello della batteria, lo spazio libero ed utilizzato su disco, i controlli volume dell’audio, le cartelle del vostro sistema e tutte le periferiche di archiviazione che ci avete attaccato (chiavette USB, hard disk esterni o lettori MP3).

Bluetooth

L’Acer su cui ho provato MeeGo purtroppo non ha il Bluetooth, ma da quanto posso capire, spero di non sbagliarmi, direi che nella finestra di sinistra trovate le periferiche nei dintorni rilevate e nella finestra di destra trovate le impostazioni disponibili una volta selezionata la periferica che volete usare/accoppiare.

Network

In questa tab trovate tutte le connessioni attive e non o quelle impostate che potete attivare si puo passare velocemente in modalità off-line chiudendo tutte le connessioni attive. Ho provato solo la connessione via cavo e wuella wireless e funzionano decentemente, anche se riesce difficile se non impostare connessioni wireless con reti nascoste. Per il collegamento con Broadband ho solo impostato la connessione e sembra avere gia tutti i parametri per l’Italia.

Time

Quest’ultima tab racchiude tutto ciò che e legato alle date e gli orari quindi gli appuntamenti, i task e i fusi orari (non tutti abbiamo gli zii in australia). Come vedete dall’immagine l’organizzazione e semplice ed efficace senza troppi fronzoli grafici o bottoni da cliccare per vedere le ultime o le prossime cose. Per quanto riguarda gli appuntamenti potete usare il vostro calendario, ma e supportato anche Google Calendar quindi potete condividere facilmente il vostro calendario. per quanto riguarda i Task viene utilizzato qualcosa di veramente semplice e non c’è il supporto a servizi come Google Task o Remember the Milk.

Concludo con il dire che sicuramente merita di essere provato, quindi cosa aspettate? Se volete provare MeeGo sul vostro netbook, sappiate che sono supportati al momento tutti i modelli basati su Atom, ma in particolare:

  • Asus EeePC 901, 1000H, 1005HA, 1008HA, EeePC 1005PE, Eeetop ET1602
  • Dell mini10v, Inspiron Mini 1012
  • Acer Aspire One D250, AO532-21S, Revo GN40, Aspire 5740-6025
  • Lenovo S10
  • MSI U130, AE1900
  • HP mini 210-1044
  • Toshiba NB302

La iso è scaricabile da qui (800 Mb).

– Fine –
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Un nuovo passo della Mobile Revolution è in atto: WhyMCA Spring 2010 è la prima Mobile Developer Conference organizzata in Italia. Un incontro rivolto a tutti gli sviluppatori e appassionati del settore Mobile, fatto da tecnici del campo, in pieno stile community. Organizzata secondo il WhyMCA Manifesto, si terrà il prossimo venerdì 21 Maggio al Politecnico di Milano – Campus Bovisa a Milano e la partecipazione è gratuita. Gli argomenti che verranno trattati, grazie alle proposte arrivate dopo una call for papers chiusa il 31 di marzo:

  • Android, iPhone, Windows Phone 7, Qt, Flash su mobile, Vodafone 360, framework cross-platform, mobile web…
  • Mobile Gaming, Augmented Reality, Mobile Security…
  • Application Design & Usability, Mobile User Experience…

L’hashtag ufficiale dell’evento e’ #whymca10 e la Mobile Revolution di WhyMCA Spring 2010 potrà essere seguita anche su Facebook, Twitter e PeopleSound. Qualche numero per farvi capire l’entità dell’evento: 546 iscritti all’evento su EventBrite, 246 partecipanti confermati fino a questo momento, 4 organizzatori, 7 supporter, 33 speaker, 30 sessioni, 4 track parallele, 14 sponsor. E ancora 232 tra maki rolls e nigiri, 640 pezzi di pizza, 30kg di frutta, 2 quintali d’acqua.

Se non siete riusciti ad iscrivervi in tempo, mandate una mail a info@whymca.org.

Io ci vado, se qualcuno si dovesse trovare lì me lo faccia sapere.

– Fine –
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un-etto-di-marketingMassimo Carraro in “Un etto di marketing”, alterna a best practice tutta una serie di verità universali sul web e lo fa con uno stile molto piacevole e leggero visti i temi affrontati e vista la noia che solitamente libri che affrontano lo stesso argomento provocano nel lettore non particolarmente appassionato all’argomento. A dire la verità l’ho comprato perché mi ha molto incuriosito il titolo e dopo aver sfogliato e letto alcune righe qua e la ho deciso che tale letteratura non poteva mancare nella mia biblioteca personale. Massimo saltella tra social network, partecipazione, ascolto, trasparenza e tanto altro iniziando il libro con tutta una serie (100 e più) di delucidazioni, un glossario, che introducono il lettore e lo iniziano al marketing dell’ascolto. Illustra gli strumenti da utilizzare per “compiere la missione” al meglio provocando in chi legge la voglia di sgranocchiare pagina dopo pagina tutto il tomino in meno di 2 ore. Allo stesso tempo l’autore stimola la volontà di iniziare da subito, anche se quel qualcuno di questi strumenti ne fà un uso quotidiano, dandogli però una visione differente e da una prospettiva diversa. Non è un libro di nicchia ed è adatto a tutti, ricco di link e note bibliografiche facili da pescare in rete in più sembra predicare bene e razzolare bene, il suo blog è ben curato e ricco di informazioni, sicuramente degno di stare nei vostri preferiti o nel vostro feedreader. Un consiglio, se potete compratelo, e se scrivete all’autore vi manderà un coupon sconto del 20% per l’acquisto online.
Buona lettura!!!

Dettagli

  • Autore: Massimo Carraro
  • Editore: Alpha Test
  • Collana: Lavoro e Carriera
  • Lingua: Italiano
  • Brossura 224 Pagine
  • Edizione: 1°
  • ISBN-10: 8848311911
  • ISBN-13: 9788848311915
  • Data di pubblicazione: Feb, 2010

– Fine –
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Logo-TornadoDa qualche giorno mi è venuta in mente qualche idea e per questo ho dato un po un’occhiata a qualche strumento che mi poteva aiutare nello sviluppo. lo avevo già provicchiato, ma in questo weekend l’ho testato un pochettino di piu e credo sia la soluzione ad alcuni dei miei problemi. Vi starete chiedendo di cosa parlo, non se avete letto il titolo del post, ma se utilizzate  FriendFeed allora avete già testato le alcune delle potenzialità di  Tornado, un web server open source scritto in Python. Tornado realizzato dagli sviluppatori di Facebook, il noto social network per chi non lo sapesse, e messo a disposizioni di tutti distribuendo i sorgenti da settembre 2009 sotto Apache Licence Versione 2.0.
Ma cosa è Tornado e cosa fa? Come ho detto prima è un web server scalabile, non-bloccante, snello ad alte prestazioni che lo rendono particolarmente utile per i servizi web in real time. Il core, composto da un codice molto snello, quasi minimale direi, va a tutto vantaggio della velocità d’esecuzione e di una certa libertà concessa al programmatore. Non so se questa snellezza è dovuta all’”immaturità” del progetto, idea rafforzata dall’approccio piuttosto essenziale nella gestione del logging e della sicurezza, oppure se c’è stata una scelta ponderata nello scrivere il codice non tenendo conto di queste caratteristiche.
Esistono altri framework web che adempiono agli stessi scopi e molto più noti e popolari come DjangoTwisted, quest’ultimo, certamente più complesso e anche più sofisticato nei meccanismi interni visto anche il supporto a molti più protocolli. Tornado invece si come approccio e semplicità si avvicina molto più a web.py o all’AppEngine di Google, ma con ottimizzazione sul non-blocking e su alcuni strumenti.
Tornado può essere scaricato all’indirizzo tornado-0.2.tar.gz ed io l’ho provato su Snow Leopard su Linux, richiede PycURL e le librerie JSON.
Ma vediamo un po come si installa e qualche linea di codice per metterlo in moto, il resto è demandata alla vostra fantasia.
Scaricate lo zip dal link precedente e aprite una finestra di terminale e digitate:

Mac OS X 10.5/10.6


sudo easy_install setuptools pycurl==7.16.2.1 simplejson

Ubuntu Linux


sudo apt-get install python-dev python-pycurl python-simplejson

e poi decomprimete Tornado, posizionatevi nella cartella e procedete con l’installazione:


tar xvzf tornado-0.2.tar.gz
cd tornado-0.2
python setup.py build
sudo python setup.py install

Ora non ci resta che aprire il nostro editor di fiducia e creare il nostro primo web server:


import tornado.httpserver
import tornado.ioloop
import tornado.web

class MainHandler(tornado.web.RequestHandler):
    def get(self):
        self.write("Ciao, giasone")
        
class MyHandler(tornado.web.RequestHandler):
    def get(self):
        self.write("My custom request")

application = tornado.web.Application([
    (r"/", MainHandler),
    (r"/myrequest", MyHandler),
])

if __name__ == "__main__":
    http_server = tornado.httpserver.HTTPServer(application)
    http_server.listen(8888)
    tornado.ioloop.IOLoop.instance().start() 

ora non vi resta che salvare, poi aprite il terminale e chiamare il vostro script python nomefile.py e visitate l’indirizzo http://localhost:8888/ o http://localhost:8888/myrequest dovreste vedere nel vostro browser le 2 stringhe. Non so se questo vi puo bastare, ma come potrete ben capire le potenzialità sono tante se poi consideriamo che l’integrazione con i più diffusi database come SQLite e MySQL è semplice allora vi si aprira un mondo.
Non vi resta che mettervi a lavoro quindi per il momento è tutto, se avete dubbi commentate o contattatemi.

– Fine –
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Train on railsIn questo post vi spiegherò come creare un semplice blog con Ruby on Rails, come tracciare ogni cambiamento con Git e come pubblicarlo da qualche parte per renderlo pubblico, io ho scelto Heroku. Se avete avuto a che fare in passato con questi strumenti o avete qualche nozione di Rails e Git allora andiamo avanti altrimenti seguite i link e buona lettura ;-P. Per prima cosa installate la gemma di Heroku:

$ sudo gem install heroku

Create ora una nuova applicazione Rails, se non l’avete ancora fatta, e gli associamo un nuovo repository git:

$ rails myapp
$ cd myapp
$ rake db:create
$ git init && git add . && git commit -m "il mio primo commit"

Registriamoci sul sito di Heroku scegliendo il piano più semplice e gratuito. Ora creiamo il nostro semplice blog:

$ ruby script/generate scaffold articles title:string author:string description:text published:boolean category:string tag:string
$rake db:migrate

Potete migliorare l’applicazione mettendoci tutto quello che vi serve, potete ad esempio scegliere un template ed inserirlo nei file dei template. A questo punto avviate l’applicazione e guardate se tutto funziona in locale. Finito di sviluppare la vostra applicazione create una nuova applicazione Heroku:

$ heroku create
  Created http://sharp-autumn-42.com/ | git@heroku.com:sharp-autumn-42.git
  Git remote heroku added

Il nome dell’applicazione viene assegnato automaticamente, quindi facciamo il primo upload e rinominiamo la nostra applicazione:

$ git push heroku master
...
$ heroku rake db:migrate
...
$ heroku rename newnameapp
...

Proviamo quindi a visualizzare la nostra applicazione appena pubblicata nel browser, oppure puntiamo il nostro browser all’indirizzo http://newnameapp.heroku.com/:

$ heroku open

Da questo momento in poi potete fare tutte le modifiche che volete sul vostro blog locale, tenetene traccia utilizzando git e quando vorrete aggiornare la versione online allora farete:

$ git status
$ git add .
$ git commit -a -m "your message"
$ git push heroku

Se non avete saltato nulla a questo punto dovreste avere il vostro bel blog online, un esempio lo trovate all’indirizzo giasone.heroku.com. Ovviamente non è completo e ci si potrebbe lavorare tanto su, ma non credo che ci rimetterò le mani per il momento. Se qualcosa non va per il verso giusto oppure avete qualche difficoltà provate a chiedere, il modulo dei commenti qui sotto esiste per questo.

– Fine –
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Era ora, Latiano (BR) Italy - mi tocca ;)

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